QUANTO COSTA LA FORMAZIONE? – II PARTE.

Nella prima parte di questa “conversazione” ho affrontato il tema in generale.

Quanto costa la formazione?

Quanto costa restare ignoranti?

Già perché ancora oggi esistono persone che pensano di poter andare avanti con le “cose” che hanno imparato diversi anni fa: peccato non è così e prima o poi sono destinate ad accorgersene. Come dico nei mei corsi:

A queste persone suggerisco di guardare un video che s’intitola Did you Know – è scaricabile da Youtube. È portentoso e dà il senso e la misura di quello che succede ora, in questo momento, nel mondo. Il contesto in cui viviamo non ci permette più di restare ignoranti pena l’esclusione dal mercato: è vero anche questo può essere un obiettivo, ma mi sembra veramente illogico per un imprenditore.

È vero che grazie a questo presupposto si sono moltiplicate le aree di formazione, i percorsi, le specializzazioni, i master, ecc. e i formatori crescono spontaneamente! Basta un po’ di esperienza in un campo specifico ed ecco che si può “assumere” il ruolo di consulente, formatore, mentore, coach, ecc. D’altronde è anche vero che in questo paese la stessa cosa si può fare con il mestiere di cuoco, pizzaiolo, pasticciere, gelatiere, ecc. e non solo. 

Fino a un po’ di tempo fa, si partiva con un’attività familiare alle spalle: si cresceva all’ombra dei nonni e poi dei genitori e solo quando questi decidevano di “abdicare” si passava al ruolo di titolare, imprenditore.

Un’altra strada poteva essere quella dell’apprendistato, la famosa gavetta – o se preferite “attualizzarlo” lo stage – che dopo qualche anno ti dava quell’esperienza sufficiente  per approdare ad un ruolo di maggiore prestigio o per aprire una nuova attività. Sì certo non basta l’esperienza per costruire una solida impresa, ma è andata così per almeno 200 anni.

Nel campo della formazione è più o meno lo stesso: entri in una società di formazione e fai le fotocopie, poi aspiri a diventare junior, poi senior, poi socio-junior, poi socio-senior … e poi ti metti in proprio portandoti dietro l’esperienza che hai fatto e una parte dei clienti che hai gestito per altri – elemento fiducia. Così è stato per molti anni.

E quindi ci sono i Guru, i Big, i Senior, gli Junior, e … gli Specialisti delle Fotocopie che, con tutto il rispetto, hanno anche loro un grandissimo mercato a giudicare dai centro copie che brulicano nelle città.

Ma la stessa cosa è successa nel mercato bancario, in quello delle auto, dei PC, dei software, del Marketing, del WEB, ecc. insomma è così in quasi tutti i settori, compreso quello politico dove addirittura ai “clienti” è stata tolta la possibilità di scegliere il proprio candidato… La politica è lo specchio della società, non il contrario!

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Ho fatto questa lunga premessa per svolgere un’analisi veramente sommaria – e me ne scuso — di quello che offre il mercato della formazione quando un potenziale allievo si pone la domanda:

Cosa mi aspetto da un corso di formazione?

Negli ultimi dieci anni ho passato moltissimo tempo nelle aule: un po’ dalla parte del formatore e un po’ dalla parte dell’allievo. Non saprei quantificare esattamente le ore trascorse a formarmi in questo medio periodo. Posso solo dire che nel 2012 sono stato allievo attivo per più di 500 ore, senza considerare lo studio di testi, ricerche, dispense, ecc.

E visto che sono curioso ho chiesto spesso ai miei colleghi cosa loro si aspettassero dai corsi a cui partecipavano: cambiamento, miglioramento, nuove conoscenze, nuove capacità, maggiori spunti, maggiori stimoli, ecc. e soprattutto la possibilità di poter applicare nella propria vita – personale o professionale – ciò che viene appreso in quel contesto.

Da molto tempo, da quando ho scelto di essere il Primo Coach per l’impresa alimentare, la domanda è diventata il mio mantra:

Cosa si aspetta l’allievo da un mio corso di formazione?

Ecco allora che nasce spontanea l’altra domanda: chi è il mio allievo?

E’ anche quell’Imprenditore che ha scoperto a sue spese che tutte le abilità apprese nel corso della sua esperienza professionale non sono più sufficienti: oggi per continuare ad essere competitivi bisogna essere in grado di trasformarsi in Imprenditori Eccellenti.

Il mio allievo “tipo” è l’Artigiano del gusto, cioè quel professionista del settore alimentare che vuole essere anche un Imprenditore. E’ quella persona che vuole trasformarsi, che vuole mettersi in gioco, che vuole apprendere le conoscenze, le capacità, gli strumenti ed i metodi per incrementare le performance della sua attività. 

E’ anche quel giovane che è vissuto all’ombra della propria azienda familiare e comprende che i metodi gestionali sono superati e che per catturare l’attenzione prima e la fiducia poi dei propri clienti il solo prodotto non basta più.

E’ anche quella nutrita schiera di Professionisti che vuole salvaguardare la tradizione e vuole coniugarla con l’etica, la passione, la qualità, la territorialità, la salute, il benessere e il guadagno per sé e per i suoi collaboratori.

E’ una bellissima nicchia, non trovi?

Bene, se ti trovi a tuo agio nel profilo del mio “allievo tipo” lasciami un tuo commento e chiedimi, se vuoi, quali sono le tue aspettative rispetto alla tua formazione.

Altrimenti leggi la terza parte di questa conversazione, che pubblicherò tra qualche giorno, in cui parlerò dei temi dei miei corsi e del metodo di calcolo per stabilire la convenienza. Certo anche il corso è un investimento e come tale deve avere una sua resa.

Se nel frattempo ti interessano gli argomenti dei miei corsi, seguimi su questo sito o su FB: le sorprese non finiscono mai!!

A presto

 

Filippo Scarponi

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