LO SCOPO VITALE

 “Se vuoi una vita felice, devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o a delle cose.”
Albert Einstein

 Salve, eccoci qua, pronti per affrontare “lo scopo vitale”, la madre di tutti gli obiettivi.

Come sai, non amo usare l’inglese, quindi in questo caso non ricorrerò ai termini mission e vision. Credo che la parola “scopo” sia abbastanza chiara per definire il concetto: avere un obiettivo vitale, chiaro e condiviso è il presupposto della felicità.

D’altronde non è un segreto che le principali cause del fallimento di un’impresa – piccola o grande che sia – sono proprio la mancanza di scopo e di strategia. Quando non ci si riconosce più in ciò che si fa, non è chiaro perché lo si fa o, peggio ancora, si soffre nel continuare a fare le stesse cose, c’è qualcosa che non va.

Sono tutti segnali evidenti che abbiamo perso la rotta e che le nostre azioni non sono più in linea con ciò che desideriamo. E quando le persone non sono soddisfatte di ciò che fanno, prima si ammalano e poi… scompaiono, esattamente come le aziende: prima vanno in crisi e poi falliscono.

A questo punto mi viene in soccorso il mio amico Albert Einstein, che dice: “Follia è fare sempre le stesse cose e aspettarsi risultati diversi”. Detto da lui, che per arrivare alla formula della relatività ha fatto migliaia di test tutti diversi e sbagliati, vuol dire che aver chiaro lo scopo del proprio percorso è importante, ma non è sufficiente: servono anche molta determinazione, costanza, voglia di mettersi in gioco, ammettere di aver sbagliato e – perché no? – anche un pizzico di “fattore C”.

Lo scopo e la strategia sono gli elementi indispensabili per raggiungere il successo o il fallimento, questo lo dicono tutti. In qualsiasi corso di crescita personale, professionale o aziendale ti dicono sostanzialmente la stessa cosa. A livello imprenditoriale, settore di cui mi occupo da tempo, sono certo che lo scopo e la strategia siano importanti almeno quanto il cliente (di cui abbiamo ampiamente parlato in altri post di questo sito), l’utile, il risultato economico e finanziario.

A proposito del risultato economico, che è il vero fine di ogni impresa, prendo a prestito una dichiarazione di un mio coetaneo, tale Bill Gates: “Penso che il concetto di business sia molto semplice: perdita o profitto. Prendi le vendite, sottrai i costi e ottieni questo numero importante. È pura matematica.” Una spiegazione dalla semplicità disarmante: a volte credo che complicarsi la vita con inutili formule sia tipico dell’uomo.

Poi ci rifletto e comprendo che il genere umano non è nato per complicarsi la vita, ma per vivere cercando la felicità.

goccia d'acqua

Dell’utile parleremo diffusamente nei prossimi post. In questo momento è importante comprendere che senza utile, così come senza cliente, scopo e strategia, l’azienda non esiste.

Mentre gli ultimi tre sono obiettivi che dipendono dalle nostre scelte, l’utile è il risultato delle nostre scelte. È semplice.

Questo post è dedicato allo scopo, anche se avrai già compreso che tutti gli aspetti sono collegati tra loro. “Lo scopo vitale” è anche il titolo del corso RDR che periodicamente tengo in aula: se vuoi saperne di più, visita la sezione “Corsi e eventi” di questo stesso sito.

Lo scopo è fondamentale per costruire l’identità dell’impresa e molti altri elementi che ne conseguono: strategia, brand, posizionamento, progetto evolutivo aziendale (P.E.A.). Per definire lo scopo non è sufficiente capire cosa facciamo o cosa vogliamo offrire alla nostra clientela: è necessario stabilire chi siamo e quale impronta vogliamo lasciare del nostro passaggio.

Ora comprenderai che, se non è chiaro per te cosa vuoi essere o rappresentare, come pensi che possa esserlo per i tuoi collaboratori o per i tuoi clienti? Guarda che non si tratta solo di armonia o di sintonia, concetti astratti ma estremamente efficaci, bensì di definire in dettaglio cosa vuol essere la tua impresa e cosa rappresenta oggi nel suo mondo. Il nocciolo della questione è tutto qui.

Detta così sembra “la rassegna dell’ovvietà” e in effetti…

Da molti anni in ogni nuova azienda in cui sono chiamato per costruire la “via dell’eccellenza” chiedo di fare un semplice esercizio. Dico alla proprietà: “Prendi un foglio di carta e scrivi quali sono gli obiettivi di questa azienda per il prossimo anno”. Credimi, sono in pochi a saperli scrivere su un foglio: li hanno in testa, forse, ma non riescono a scriverli su un foglio.

Bene, dico sempre al mio interlocutore, ora prendi i tuoi principali collaboratori (mariti/mogli, fratelli/sorelle, figli/genitori, bracci destri/sinistri, ecc.) e chiedi loro di scrivere la stessa cosa: “Quali sono gli obiettivi di questa azienda per il prossimo anno?” Vuoi scommettere che, oltre a provare la tua stessa difficoltà, non scriveranno gli stessi obiettivi? A questo punto mi gioco un caffè e, in genere, il mio interlocutore accetta la scommessa con un sorrisino di compiacimento. Spiace dirlo, ma nel corso degli anni non ho mai perso una scommessa. Posso farla anche con te, se vuoi, a condizione di essere sinceri e di non barare…

Unknown-2Il motivo è molto semplice: diamo tutto per scontato e non ci rendiamo conto di quanto sia importante avere uno “scopo vitale” nella propria vita e per la propria azienda.

Molti pensano che fermarsi a riflettere su argomenti di questo tipo sia tempo perso. Preferiscono continuare ad agire, a muoversi, a stare sul pezzo, senza capire lo scopo di ciò che fanno o dando per scontato che gli altri lo sappiano, lo comprendano e lo condividano.

Questo è uno dei quattro fattori per cui le imprese vanno in crisi e falliscono. Nessuno è più in grado di indicare il vero motivo per cui l’azienda vuole essere nel suo mondo, nel suo settore, forte e competitiva come è necessario che sia in questo periodo.

Dopo qualche giorno, ritorno sull’argomento per conoscere il risultato dell’esperimento e… per godermi il mio caffè. Le frasi che sento più frequentemente sono: “Io pensavo… Io credevo… Non avrei mai immaginato…” Quando chiedo la ragione dei diversi punti di vista, molti rispondono che non c’è mai abbastanza tempo per occuparsi di queste cose.

Roba da matti! Come se ci fosse qualcun altro che possa farlo a posto loro… Sorrido e francamente mi preoccupo. Possibile che non si rendano conto delle dissonanze che si creano all’interno dell’azienda e di quante energie vengano sprecate in questa situazione? Le responsabilità rimpallano, così come le colpe, ma nessuno è in grado di comprendere il valore di uno scopo chiaro, compreso da tutti e condiviso.

Pochi veramente si chiedono: allora cosa posso fare per… Sì, perché se ci fosse la consapevolezza che tutto ciò è dannoso per l’azienda e per le persone che ci lavorano, sono certo che nessun imprenditore si assumerebbe la responsabilità di continuare a perseverare. Molti iniziano ad avere un atteggiamento diverso non appena prendono coscienza della situazione e a riconsiderare lo scopo e gli obiettivi della propria attività.

carta e penna

Vuoi provare anche tu?

Cosa bisogna fare?

Semplice, mettiti comodo.

Primo passo: prendi un foglio di carta e inizia a scrivere ciò che vuoi realizzare con la tua impresa, nel tuo settore, con un “faro” puntato su ciò per cui pensi di avere un vero talento, specialmente se ti viene riconosciuto dai tuoi clienti. Se i clienti ancora non li hai, o li perdi  perché pensi di non averne bisogno, rileggiti i mei articoli precedenti.

Secondo passo: chiama i tuoi più stretti collaboratori e chiedi loro di fare altrettanto, ognuno sulla propria pagina, singolarmente. Se ti domandano perché, di’ loro che vuoi vincere una scommessa con un tizio…

Terzo passo: organizza un incontro con i tuoi collaboratori e verifica ciò che avete scritto. Non sorprenderti: ti avevo avvisato. Ci vuole un bel po’ di allenamento prima di essere in sintonia con i propri collaboratori. Non basta essere parenti o lavorare insieme da tanti anni. Lo scopo aziendale è qualcosa di più profondo.

Poi chiamami, o scrivimi (info@filipposcarponi.it) e offrimi un caffè 😆

A questo punto, scoperto l’arcano, sei pronto per affrontare il percorso degli obiettivi e della strategia che esamineremo nei post successivi.

E non dimenticare di dirmi cosa ne pensi: lo spazio qui sotto è dedicato a te, che sei la mia fonte vitale. Lo sai che ci tengo tantissimo ai tuoi suggerimenti, così come alle critiche, ai commenti, ai complimenti, alle richieste… a tutto ciò che ti viene in mente.

Le tue indicazioni sono molto preziose per me e spero che vorrai farmele avere, in qualunque modo desideri farlo. Grazie, a prescindere e

Buona Vita

0