La convenienza dello Schema Semplificato

“La convenienza al suo fine è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella.”
Giacomo Leopardi

Salve,

Mi fa molto piacere immaginarvi alla ripresa, dopo un periodo più o meno lungo di meritate vacanze, indaffarati nelle attività che in questo periodo aumentano e, in molti casi, mettono piacevolmente in crisi le persone e le aziende.

Mi fa molto piacere credere soprattutto a quanta “felicità” donerete a tutte le persone che gusteranno i vostri prodotti/servizi preparati con amore, passione, cura e voglia di stupire. Ogni anno si ripete questo rito, come quello degli auguri. Eppure ogni anno resto meravigliato dalla riscoperta dei gusti e dei valori buoni, sani e genuini che gli Artigiani del Gusto sono in grado di offrire alla propria clientela.

Eccellente, davvero!

Cosa c’entra la convenienza in tutto questo?

Niente. Il buono, il bello, il sapore del genuino, il piacere che ti scende nel corpo e ti sale nell’anima non hanno alcuna convenienza.Purtroppo tutto questo è difficile da trasmettere, specie in un periodo come questo, in cuile offerte, le promozioni, i super-sconti e tutte le altre “diavolerie” messe in atto per sostenere la vendita dei prodotti offuscano il piacere del dono.

Il dono, se sincero, non ha convenienza. È un gesto d’amore di chi lo fa verso chi lo riceve. Ecco, mi piace immaginarvi intenti ogni giorno a preparare i doni per i vostri clienti, che saranno ben contenti di acquistarli per se stessi e per le persone che amano. Questa è la più bella “immagine” per augurarvi Buon Lavoro.

* * *

In questo articolo inizieremo il percorso dedicato allo Schema Semplificato – il Progetto Evolutivo Aziendale (PEA per i miei clienti e per gli amici). Il PEA è lo strumento indispensabile per ogni azienda di successo e rappresenta lo barriere invalicabile contro cui si infrangono tutti i sogni mal concepiti e/o gestiti in modo maldestro.

Ecco la domanda centrale: che convenienza hai a scrivere un PEA?

Fai attenzione: hai letto scrivere, non leggere. Quindi,se vuoi seguirmi in questo percorso,sappi che dovrai munirti di carta e penna (o di altre diavolerie elettroniche che potresti farti regalare) per mettere alla prova le tue capacità di realizzare un PEA.

Quante volte l’hai fatto? Immagino la risposta: nessuna. 

Non è una novità, almeno non per me. Ma non è questa la risposta che più mi preoccupa. Quello che vorrei sapere è se hai intenzione di prenderti sul serio e trasformare la tua attività in quel qualcosa che finora hai sempre immaginato e mai realizzato.Se non l’hai mai fatto, ci sarà un motivo, non credi? E non cominciare a dire che la colpa è degli altri. Non adesso: non essere ipocrita! Sei tu l’unico responsabile della tua attività, e anche se hai dei soci o dei collaboratori, sappi che loro si aspettano che tu faccia la tua parte.

Visto che generalmente è conveniente partire dalle convenienze (gioco di parole voluto), cercherò di dirti perché esiste un livello di utilità assoluto sotto il quale non puoi andare: il PEA tiimpedisce di fallire! O di far fallire il tuo sogno nel cassetto, gettandoti nello sconforto e posizionandola tua autostima sotto il livello del mare, esattamente come il Mar Morto!

Sono tante le esperienze che ho vissuto direttamente in cui la redazione del PEA ha salvato molti artigiani dal rischio del fallimento. Non sto qui a raccontartele: mi limito a dirti che, in genere, succede che assumo il ruolo del “rompiscatole” e inizio a fare le domande scomode. E così vado avanti fino a quando non arrivano tutte le risposte previste dallo strumento PEA.

Fino alla domanda finale: è conveniente realizzare questo progetto?

Consiglieresti a tuo figlio di investire tutti i suoi soldi in un progetto del genere?

Il PEA è uno strumento formidabile: lo conosco, l’ho sperimentato personalmente e applicato con successo in tantissime situazioni. Ci ho lavorato per anni, semplificandolo (non è un caso che abbiamo deciso di chiamarlo Schema Semplificato), riducendolo e rendendolo praticabile per qualunque tipo di realtà e di azienda. Come vedrai, è un percorso di nove tappe e per ognuna troverai le domande alle quali dare risposta, da solo o in compagnia, per trovare meglio le soluzioni giuste.Le risposte servono a costruire un progetto sano, solido e di sicuro successo, qualunque sia l’entità dell’obiettivo da raggiungere.

Non ci credi? Peggio per te!

Io posso solo donarti lo strumento nei suoi nove passaggi fondamentali, inserendolo nei prossimi articoli pubblicati in esclusiva su questo blog: tu puoi sperimentarlo, redigerlo e realizzarlo seguendo le mie indicazioni. Il PEA è il dono che faccio a coloro che come te seguono il mio sito, leggono e applicano le indicazioni inserite nei diversi blog, appunto. Non smettero mai di ringraziarti per questo!

Se invece hai fretta di acquisire le tecniche e la padronanza dello strumento, puoi sempre acquistare il Corso RDR che tratta l’argomento (offline e online): le indicazioni giuste le trovi qui sotto. Per tutte le altre informazioni, fatti un giro “panoramico” nel sito e troverai soluzioni concrete ed efficaci dedicate alla tua crescita professionale ed economica.

Ci sono molti altri motivi per cui conviene scrivere Il PEA. Ecco i sette principali:

  1. migliorare la strategia
  2. comprendere se procedere o meno (analisi di fattibilità)
  3. evitare di disperdere energie e risorse
  4. tenere la rotta
  5. svilupparele competenze gestionali e direzionali
  6. gestire i rischi
  7. ottenere i mezzi finanziari necessari

E poi ci sono i prerequisiti per la redazione del PEA, uno dei qualirecita: “Pensare non basta: bisogna scrivere”.

 

Conosci la regola del 10 e del 100? Esistono diversi studi e ricerche che dimostrano costantemente che lo sforzo iniziale per scrivere, disegnare, progettare una qualunque “cosa” è valutato 10; mentre è valutato 100 lo sforzo per correggere o risolvere i problemi in corsa della stessa “cosa” quando è già stata realizzata. E in effetti, a pensarci bene, porre rimedio a un errore, anche se in buona fede, è sempre molto più dispendioso che cercare di evitarlo.

Mi dirai che ogni attività, ogni impresa, ogni obiettivo ha il suo margine di rischio. Certo, di questo sono totalmente consapevole. Ma da qui a pensare di avviare un’attività o un percorso per raggiungere un obiettivo senza scrivere un PEA, ce ne passa. È come voler costruire un palazzo di cinque piani senza prima progettarlo: lo compreresti sapendo che è stato costruito in quel modo?

Alla fine sono sempre e solo i risultati a “parlare” di come funzionano i progetti di successo. Sì, perché raggiungi il successo quando sei felice di aver lavorato tanto per ottenere ciò che desideravi, a prescindere dal valore del tuo obiettivo.

Ed ecco perché viviamo il fallimento: per darci la misura diciò che volevamo raggiungere, ma che non abbiamo ottenuto, con il risultato di aver buttato via un sacco di risorse (tempo, denaro, fiducia dei clienti, dei collaboratori e di te stesso). Sono esperienze utili che fanno crescere e contribuiscono a formarsi, ma continuare a fare gli stessi errori di sempre non solo non aiuta a crescere: dicono che perseverare sia diabolico!!!

* * * 

Spero di averti dato sufficienti motivi per comprendere qual è la convenienza in questo momento: accettare un dono, mettersi in gioco e costruire il PEA per realizzare concretamente il tuoobiettivo.

Ora ti lascio al tuo lavoroe confidoche avrai tempo e modo di ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con te questo periodo impegnativo e di grande soddisfazione, compresi i tuoi clienti. Dona un sorriso,un abbraccio e un gesto d’amore: il dono, se sincero, è molto apprezzato e “non ha alcuna convenienza”.

Permettimi di approfittare di questo spazio per ringraziare… te,che mi hai seguito fin qui e che, mi auguro, continuerai a farlo anche nel prossimo articolo,quando entreremo nel vivo del Macroprogetto e Microprogetto.

Buona Vita

Filippo Scarponi

 

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