Il brand e il posizionamento

Strano…

Ogni volta che penso a questo binomio, mi viene in mente il vecchio dilemma filosofico: è nato prima l’uovo o la gallina?

brand

Poi c’è un quesito che scatena il mio sano disappunto: perché non è possibile tradurre il termine brand? Certo che si può tradurre: letteralmente significa “marca”. Non mi piace usare la terminologia inglese in un contesto italiano, ma devo riconoscere che in questo caso la traduzione non rende l’esatto significato. Lo stesso vale per altri termini, primo fra tutti marketing.

Torniamo al dilemma filosofico: è nato prima il brand o il posizionamento? Da anni gli esperti cercano di dare risposta a questo quesito e, come spesso succede, le linee di pensiero si moltiplicano e si arriva alle scuole, alle “tifoserie”: un sano confronto alimenta una discussione proficua, a patto che non diventi distruttiva delle tesi altrui. Ti sei mai accorto che passiamo molto più tempo a demolire le idee degli altri piuttosto che a trovare punti in comune da condividere? Pensiamo più a vincere che a con·vincere, dimenticandoci che nelle negoziazioni, nel marketing, nella vendita e direi nella vita vince chi sceglie, nel caso specifico il “cliente”.

posizionamentoDico subito da che parte sto: il posizionamento va progettato prima del brand. Se il posizionamento è il risultato dell’immagine che si crea nella mente del cliente, il brand è lo strumento che aiuta a fissarla, rendendola più evidente. Attenzione, parlo di progettazione, perché il processo di posizionamento è complesso e va curato con molta sapienza.

I primi studi sul posizionamento risalgono ai primi anni ’60 e da allora molte cose sono cambiate. Coloro che all’epoca studiavano i comportamenti dei clienti (i markettari) avevano pochissimi riscontri effettivi: la pubblicità era lo strumento principe per influenzare i comportamenti dei consumatori e per farli diventare abitudini incontrollate.

Oggi fortunatamente ci sono strumenti ben più evoluti e le neuroscienze hanno dato una forma scientifica alle ricerche sugli atteggiamenti degli esseri umani di fronte alle informazioni che ricevono. I comportamenti d’acquisto (e non solo quelli…) sono il risultato del nostro essere e vengono influenzati dalle cariche emozionali trasmesse tramite le informazioni.

unico

Allora, mi dirai, perché nel tuo corso parli prima del brand e poi del posizionamento? È semplicemente una questione strategica. Visto l’indiscutibile collegamento tra i due argomenti, parto dal risultato evidente del processo di posizionamento per dare corpo al percorso ottimale che sostengo: il brand deve essere figlio del posizionamento!

Certo, non saranno solo le parole di questo blog a fornire tutti gli elementi del percorso. Posso offrirti un’opportunità di approfondimento invitandoti a partecipare alla presentazione del corso “Brand e posizionamento” che terremo il prossimo 25 febbraio a Pasian di Prato (UD) presso la ditta Crespi srl, in collaborazione con l’associazione Etica del Gusto (clicca qui sopra per vedere la locandina).

La presentazione è gratuita, inizia alle 15:00 e alla pagina “Corsi ed eventi” di questo sito trovi anche la locandina, le info logistiche e il modulo d’iscrizione alla presentazione.

Saper scegliere e calibrare sapientemente questi ingredienti è basilare per il successo dell’impresa alimentare.

Con·vincere senza combattere è la tagline di questo percorso: iscriviti e scoprirai perché è così importante.

Ti aspetto.

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