Identità Contadine: rete, coesione e successo.

Mi succede di fermarmi a riflettere e di chiedermi: sono fortunato o semplicemente mi muovo in cerca di soluzioni? Facendo riferimento alla legge dell’attrazione, è utilizzando l’energia che ottengo ciò che desidero. Francamente penso di essere anche fortunato per tanti motivi che non elencherò per non tediarti. A dire il vero sono convinto che i motivi per cui mi reputo fortunato sono molto simili a quelli tuoi… quindi sarebbe un’inutile ripetizione.

Poi, come succede spesso, il cosmo ti fa incontrare persone che come te hanno a cuore un determinato percorso e scopri come sia facile non solo entrare in sintonia ma arrivare rapidamente alla soluzione che hai sempre desiderato: un progetto condiviso con una prospettiva di lungo termine.


La storia che voglio raccontarti ne è proprio la testimonianza.

Saprai certamente che stiamo organizzando il tour promozionale per il mio libro i 10 comandamenti per l’impresa alimentare. Non è un caso che incontro una predisposizione positiva nei confronti dell’evento che stiamo organizzando nelle diverse realtà italiane. La prima tappa del tour è a Macerata il prossimo 21 aprile e proprio nelle mia città d’origine in questo periodo c’è un grandissimo fermento intorno ai valori del cibo e delle imprese che lo producono.

Ma c’è di più!

Ci sono altre entità nel territorio che, pur riconoscendo il valore dei temi affrontati dal sottoscritto (quelli del business eco*sostenibile, per intendersi), operano in altri settori per la salvaguardia e la valorizzazione dei patrimoni della nostra terra: si occupano di linguaggi, tradizioni, poesia, pittura, fotografia, musei, ecc. Tutti sono legati da un obiettivo comune: tutelare i patrimoni delle nostre radici contadine quelle da cui scaturiscono le identità delle persone e delle civiltà. Ma tutelare non basta: ci rendiamo conto che bisogna dare “voce “ e rappresentazione alle esperienze e ai valori culturali che più le rappresentano.

Per me è sempre un grandissimo stimolo confrontarmi e condividere spunti, idee, progetti e azioni che concretamente spingano le persone a partecipare. Sono convinto, da sempre, che partecipare è il sale della crescita, è quell’ingrediente indispensabile per allargare i propri confini per conoscere nuove realtà e acquisire nuove prospettive. Un po’ come viaggiare per conoscere ed esplorare nuovi mondi.

In questo caso c’è il valore della condivisione e del “fare rete” che armonizza le diverse entità in un unico progetto che punta a sostenere la partecipazione attiva e consapevole alla RACI manifestazione agricola giunta alla sua 34 edizione che, tra l’altro, per l’occasione ha cambiato persino il suo brand: Radici, Agricoltura, Cibo, Innovazione.

Due incontri, uno strategico e l’altro operativo, per dare vita a una “non associazione” che vuole essere un’entità in grado di coinvolgere persone, associazioni e istituzioni che si riconoscono in questo obiettivo comune. Scaturisce un calendario di eventi che si allarga a macchia di leopardo e che, sono certo, rappresenta solo l’inizio di un viaggio alla scoperta delle nostre meravigliose identità.

Certo la rete prima o poi prenderà forma e riconoscimento soprattutto per potersi confrontare con enti e istituzioni pubbliche. Eppure la spontaneità e la forza di queste persone mi ricorda la potenza delle radici che, nonostante il cemento o l’asfalto cerchino di soffocarle, fanno nascere piante e fiori laddove non penseresti mai che possano ancora crescere.

Identità Contadine rappresenta proprio un’esperienza di questo tipo: un magnifico albero che darà i suoi splendidi frutti. Sta a noi prendersi cura della vita di questa nuova creatura, senza tener conto (anzi direi proprio nonostante…) dei tanti celebrati esempi di associazionismo che, alla prima occasione, anziché supportare e sostenere queste iniziative, intralciano e/o diventano la peggiore zavorra che si possa immaginare.

Un ringraziamento sincero a Letizia, Luca e Martina e a quanti stanno realizzando una rete coesiva e di successo per il rilancio dei veri valori del territorio. Nessuno di noi, da solo, sarebbe riuscito a realizzare un percorso di questo tipo, un germoglio forte e rigoglioso che ci condurrà in un campo fiorito proprio nel mezzo di una “crisi” di identità.

Mi piacerebbe chiederti: quanti percorsi di questo tipo possiamo far nascere nei nostri territori? Mah, non saprei quantificarli. So per certo che dovunque si muovono persone volenterose animate da obiettivi specifici e condivisi la rete “germoglia”, spacca e contagia tante altre attività. Un successo che nasce dall’energia e dalla voglia di mettersi in gioco, come sempre.

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