Piacere di conoscerti

Mi presento

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Mi chiamo Filippo Scarponi, sono nato nel 1957, il 20 luglio, sotto il segno zodiacale della Tartaruga, secondo l’oroscopo Maya, del Cancro secondo quello tradizionale: atipico in entrambi i casi. Sono padre di due figli meravigliosi, divorziato e risposato il 12.12.12.

Da giovane studiavo molto, ma non le materie scolastiche. Il mio tempo e le mie capacità erano tutte dedicate alla musica: beh, non solo! Prima il coro della parrocchia, poi la batteria – sì, lo strumento musicale.

La musica ha incendiato di passione la mia gioventù. Grazie a questa passione ho compreso il valore di “armonizzarsi” con gli altri elementi di un gruppo, piccolo o grande che sia, per ottenere delle performance eccellenti e delle grandissime soddisfazioni.

Un bel giorno, spinto dal fatto di dover pensare al mio futuro e alle necessità della mia famiglia, partecipai a un concorso pubblico per ragioniere capo in un piccolo comune: lo vinsi!

E con quella vittoria raggiunsi il mio primo tangibile obiettivo dopo il diploma: il posto fisso! Goal al primo tiro!

Ma questo successo mi costrinse alla mia prima grande rinuncia: la possibilità di diventare ciò che avevo sognato per anni, cioè un grande batterista. Scendere dal palco, interrompere le tournée, chiudere le passioni in un cassetto è stato molto difficile. So bene a cosa mi riferisco quando dico “mai rinunciare ai sogni”.

 

Dopo appena due anni di purgatorio incontrai un altro grande amore: il marketing.

Trovai fantastico studiare come mettere il cliente al centro delle proprie azioni, agire sulle leve per cercare di soddisfare le sue esigenze, conquistare il mercato, le quote, i cluster, gli indici di penetrazione, applicare l’advertising in tutte le sue forme, e così via.

Era un altro modo di vedere le cose, all’epoca molto all’avanguardia, ma ancora poco attuabile in Italia! La passione accende di nuovo la mia vita. Nel frattempo arrivò il primo grandissimo dolore: la morte di mia madre, dopo una malattia devastante e dolorosa.

Resisto ancora un po’ a fare il ragioniere capo e poi prendo la grande decisione: lascio il posto fisso ed entro nella SEAT-Pagine Gialle. All’epoca (1984) la formazione era gestita da un consulente, un certo Mario Silvano – quando si dice la fortuna… Poi tutta una serie di corsi e di incontri con personaggi fantastici (come Kotler, Vogel e Sanna), il marketing, Milano, la grande azienda… Wow!

Dopo sei anni di crescita inarrestabile della mia impresa, con il raggiungimento di tutti gli obiettivi propri e della squadra che formavo e gestivo, incontro la Nuova Simonelli, azienda produttrice di macchine per caffè.

A quei tempi non era l’azienda leader che è oggi, ma gli uomini al comando erano gli stessi che ancora oggi hanno voglia di conquistare sempre nuovi obiettivi.

Con questa azienda ho iniziato il fantastico viaggio nel mondo dell’HORECA, cioè delle imprese di distribuzione di alimenti e macchinari per hotel, ristoranti, bar, catering, pasticcerie, ecc.

Nel frattempo, anche il mio ruolo e le responsabilità cambiavano: non più venditore, ma area manager (ma all’epoca si diceva semplicemente capo area); poi responsabile vendite in Italia. Di conseguenza, anche la mia formazione cominciava a cambiare direzione: la gestione dei budget, degli obiettivi, degli uomini, l’applicazione del just in time, la filosofia industriale che ha anticipato la lean philosophy (semplificare, rendere il percorso lineare e accessibile a tutti). Ho frequentato corsi di formazione con aziende di consulenza e con diversi docenti italiani, inglesi, giapponesi, ecc. Wow!

La terza grande passione l’ho incontrata qualche anno dopo: il cook&chill. Allungare la vita dei prodotti (shelf life) senza alterarne le qualità organolettiche e senza l’aggiunta di sostanze nocive.

È ciò che l’uomo ha sempre sognato. In quegli anni (1993) il cook&chill era all’inizio del suo stravagante percorso e rappresentò un’altra avanguardia: apprezzato e avversato, amato e odiato, come tutti i derby che giochiamo in Italia, nei quali si contrappongono due punti di vista e due diverse visioni della realtà.

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”, dice il mio amico Albert Einstein.

Come tutte le novità, anche il cook&chill doveva essere presentato, e “per caso” venni inserito nella squadra che progettava le dimostrazioni in Angelo Po, l’azienda italiana leader delle grandi cucine industriali.

Fu un’esperienza vibrante, vissuta con grandi professionisti: dialogare con tanti cuochi e ristoratori per presentare loro le nuove opportunità che quella tecnologia offriva.

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In quegli stessi anni, sempre casualmente, conobbi Anthony Robbins. Avevo letto da poco il suo libro Come ottenere il meglio da sé e dagli altri e quella strana teoria della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), quegli esercizi alla ricerca del self power, quell’energia e quella positività mi affascinarono. Incontrarlo di persona è un’esperienza che auguro a tutti!

E poi Brian Mayne, la Lift International e quel suo modo di tenere l’aula assolutamente unico ed affascinante… Sì, quell’albero che rappresenta il goal mapping è poi diventato il simbolo dei miei obiettivi, il marchio della mia vita professionale e personale, in altre parole il mio brand.

Da allora in poi la formazione è diventata la mia grande passione, il mio motore propulsore, così come lavorare in squadra mi ha sempre dato la possibilità di esprimere al meglio le mie potenzialità.

Prima ho frequentato tante squadre con dinamiche completamente diverse; poi ho cominciato a crearle, a formarle a portarle verso i grandi successi che all’inizio ci sembravano irraggiungibili.

Datemi una squadra e darò il massimo.

Le squadre che ho creato, formato e gestito per periodi più o meno lunghi hanno tutte una caratteristica in comune: arrivano “nello spogliatoio” pensando: “Vediamo cosa ha da dirci questo qua”. Poi, quando ci salutiamo, siamo diventati tutti più ricchi e consapevoli del nostro valore: proprio quello che cercavamo!

 

Per diversi anni ho collaborato con la Irinox SpA, azienda leader dei sistemi per la conservazione degli alimenti, prima con un ruolo squisitamente commerciale, poi come formatore. Grazie a loro ho iniziato un lungo percorso in qualità di trainer. Il confronto con i grandi professionisti mi ha insegnato dei concetti fondamentali, che vorrei riassumere così:

  • abbandona i sogni e sei morto,
  • perseguili senza passione e sei un sopravvissuto,
  • vivili con entusiasmo e sei un protagonista,
  • fallo costantemente tutti i giorni e sei un genio.

Solo un genio può fare delle azioni semplici e con amore per cambiare il mondo. L’eccellenza è un’abitudine geniale!

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Sono molto felice di raccontare un’altra mia grande passione: il coaching! L’ho incontrato casualmente, nel mio peregrinare per librerie (quanto ho studiato quando ho capito quanto costa essere ignoranti!), con Timothy Gallwey e il suo The inner game e poi con Sir John Whitmore e l’altro testo sacro, Coaching.

Poi un giorno ho deciso di affrontare quest’argomento seriamente, perché capivo che rappresentava un ulteriore percorso di crescita: quello della consapevolezza e della responsabilità!

Ancora oggi considero il coaching lo “strumento” complementare in grado di sviluppare la crescita personale e professionale di tutti, imprenditori e non. Ed è utilissimo per chi vuole creare, gestire, inventare, (ri)posizionare, vendere, selezionare, mantenere e fidelizzare il proprio marchio, i propri prodotti, la propria identità.

Ah, quasi dimenticavo: è indispensabile per chi gestisce relazioni, cioè per tutti coloro che hanno a che fare con altre persone!

Oggi mi definisco il Primo Coach per l’Impresa Alimentare: creativo, innovativo e pronto a raccogliere e ad affrontare le nuove sfide con coloro che desiderano superare gli ostacoli e le difficoltà interne ed esterne.

Grazie alla mia esperienza professionale degli ultimi trent’anni sono specializzato nei settori agro-alimentare ed eno-gastronomico. Organizzo corsi in aula e percorsi formativi direttamente in azienda

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Dal 2007, da quando ho compiuto 50 anni e vivo con Paola, mia moglie, ho deciso di “restituire” una piccola parte di quanto mi è stato “donato” (e non smetterò mai di ringraziare per quanto mi viene donato tutti i giorni).

Dedico il 10% del mio tempo alla formazione dei ragazzi che frequentano le scuole: quelli che non possono pagarsi un corso di formazione o un coach, quelli a cui nessuno insegna come superare una prova con successo.

I ragazzi hanno ancora la vita per dimostrare ciò che valgono e ciò che sono in grado di ottenere con il loro lavoro: l’importante è credere in se stessi, l’importante è scegliere!

E tu cosa aspetti?

Grazie a questo ebook potrai iniziare a scoprire come:

AUMENTARE I TUOI GUADAGNI
GESTIRE MEGLIO IL TUO TEMPO
MIGLIORARE LA PRODUTTIVITA' DEL TUO TEAM
AUMENTARE LA QUALITA' DEI TUOI PRODOTTI

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