Complimenti a chi si mette in gioco

Fare impresa in questo periodo non è proprio la cosa più semplice che esista: non c’è un solo “elemento ambientale” che possa entusiasmare chi avesse voglia di investire sui propri talenti, specialmente in Italia.

Lo so, fa male doverlo costatare ogni giorno; fa ancora più male assistere alle discussioni infinite su alcuni aspetti ridicoli (togliere la tassa sulla casa quando la stima dell’evasione fiscale è del 55% del reddito prodotto, ad esempio). Il sistema paese va a rotoli, comprese le infrastrutture essenziali (rete telefonica, aerea, ecc.), mentre continuiamo a guardarci l’ombelico e a pensarci tra le grandi potenze industriali: “ma de che”?!?!

È ridicolo, mi rendo conto, ma purtroppo è quello a cui stiamo assistendo.

scopo aziendale

Il mio non vuole essere un banale “unirsi al coro lamentoso e rancoroso”, tutt’altro. Voglio prendere atto e condividere che, di fronte alla situazione appena descritta, è veramente straordinario incontrare tutti i giorni imprenditori piccoli e medi (gli Artigiani del Gusto) che hanno voglia di emergere, evolvere e superare questi momenti veramente brutti.

E dire che di “scuse” per restare immobili e aspettare un provvidenziale miracolo ce ne sarebbero tantissime:

  • calo dei consumi, anche alimentari;
  • calo dei clienti, con conseguente flessione degli incassi;
  • concorrenza sleale;
  • quadro politico e normativo devastante;
  • rischi altissimi dovuti a fattori esterni e interni;
  • paura di fallire.

Sì, insomma, tutto sembrerebbe remare contro.

Molto spesso, per mettere alla prova le motivazioni degli imprenditori che incontro, pongo la domanda: “Ma chi te lo fa fare?” Le risposte sono veramente fantastiche. Non è solo necessità (debiti, mutui, responsabilità verso le persone, ecc.): tutt’altro!!!

Mi accorgo di non essere solo, anzi, siamo veramente in tanti a volere questo cambiamento. Per forza: se fossimo tutti mossi dalla voglia di emergere e di migliorare che trovo nelle risposte dei miei interlocutori, non ci sarebbe più spazio per questi teatrini marci e puzzolenti che siamo costretti a ingoiare una volta in nome dello spread, un’altra in nome della stabilità, un’altra ancora per il salvataggio delle banche, ecc.

Già, perché la resistenza al cambiamento è solo nella nostra testa. Questa è la seconda scomoda realtà che descrivo in questo pezzo. Gli altri, istituzioni comprese, hanno tutto l’interesse a mantenere lo status quo e a farci rassegnare alla situazione.

  • Tutte le volte che mi chiedo: “Che ci posso fare se…” sto semplicemente dando più forza a chi vuole mantenere lo status quo, togliendomi la responsabilità e l’imbarazzo di fare delle scelte.
  • Tutte le volte che mi chiedo: “Cosa posso fare per…inizio a mettere in moto il processo di cambiamento necessario per migliorare la situazione che sto vivendo, qualunque essa sia.

È il desiderio del cambiamento a dare la spinta per realizzarlo. Come sempre, è una questione di emozioni.

Facile, no?

Sì, abbastanza per chi lo sa già fare; difficilissimo per chi ha passato la vita a dare la colpa agli altri e a deresponsabilizzarsi.

Ma come dice il mio amico Julio Velasco: “Non esistono le cose facili o le cose difficili. Esistono le cose che so fare e quelle che non so fare.”

Come fare?

Basterebbe chiederlo a tutti quegli imprenditori che non si lamentano, che si mettono in gioco, che decidono di cambiare e provano a raggiungere lo stato desiderato. (Detto così, viene in mente il Nirvana: ma in questo caso si parla di duro lavoro quotidiano, non di droghe o di sostanze allucinogene.)

UnknownQuando vedo Oscar Farinetti – foto – parlare con allegria delle due semplici ricette per fare dell’Italia il paese delle meraviglie, mi accorgo che quelle “banalità” sono veramente sentite e vissute dalle persone che incontro tutti i giorni: pasticcieri, panettieri, gelatieri, ristoratori, ecc. che affrontano le difficoltà con il desiderio di fare meglio, di innovare, evolvere e costruire un’attività, un paese e un mondo migliore.

Non sempre ci riescono, ma il fatto stesso che tutto il loro impegno è dedicato alla loro impresa è assolutamente da apprezzare e incentivare. Il lavoro degli Artigiani del Gusto, insieme all’enorme patrimonio culturale di cui disponiamo, è la vera e propria miniera su cui siamo seduti. È ora di rendersene conto.

Così come è necessario comprendere che l’artigiano deve sviluppare le proprie capacità di Fare Impresa: l’evoluzione che nei miei corsi è rappresentata dal passaggio da Professionista a Imprenditore Eccellente.

Ho assistito a centinaia di trasformazioni di imprese artigiane, ottenute con grandissimo impegno e volontà: i risultati sono veramente stupefacenti. Il vero scoglio è iniziare a prendersi cura della propria impresa, non solo per quanto riguarda la capacità produttiva e innovativa: allo stesso modo bisogna sviluppare il livello di attenzione al cliente e la comunicazione multisensoriale e multimediale.

Questi e altri temi sono affrontati nei corsi e negli incontri che trovi nel sito alla pagina “Corsi ed Eventi”. Voglio solo segnalarti che a Brescia, il prossimo 17 e 18 novembre presso la CAST Alimenti, avremo modo di affrontare i temi:

LO SCOPO VITALE

LA STRATEGIA ECCELLENTE

Di cosa si tratta? Sono due giornate di arricchimento e di confronto per chi vuole essere protagonista del cambiamento. Prova a darci un’occhiata: poca teoria e molta pratica, come sempre nei miei corsi, per raggiungere lo Stato Desiderato.

Se vuoi saperne di più clicca sopra i titoli dei corsi.

Spero proprio di incontrarti, perché insieme possiamo costruire un futuro migliore per la tua impresa, per i tuoi clienti e per il mondo intero.

filippo rec digital.jpgBuona Vita


Filippo

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