BRAND, BRAND, FORTISSIMAMENTE BRAND

Brand è quel termine inglese che viene tradotto con marca. Sì il termine giusto è marca, non marchio: il marchio è un’altra cosa, molto importante, ma è uno degli elementi del brand; così come può esserlo il logo, la tagline, il payoff, ecc. Purtroppo tutti termini inglesi, come inglese è la parola marketing con tutte sue declinazioni; e lo stesso marketing è persino intraducibile.

Il concetto di cui voglio parlare è quello del brand, della marca e del valore che questa può acquistare sul mercato. In alcuni casi è il maggior valore patrimoniale dell’azienda e come tale viene iscritto nel bilancio aziendale

Quanto vale il mio brand? Per rispondere correttamente a questa domanda bisogna comprendere che il brand è nella testa dei consumatori, o meglio nelle teste dei consumatori, in ognuna delle quali, ha un peso e un valore diverso.

Come si misura? I metodi e gli strumenti esistono, alcuni anche molto sofisticati; tra i più recenti SST – che misura l’attività elettrica all’interno del cervello – e fMRI (functional, Magnetic Resonance Imaging) che misura quali parti del cervello si attivano su sollecitazione specifica (visiva, uditiva, cinestetica, ecc.). Da una decina di anni il Neuromarketing ha inziato a sovvertire tutta una serie di dogmi e di convinzioni che erano cresciuti e si erano radicati negli ultimi 50 anni.

Lo sviluppo di questi studi sull’attività del cervello collegata alle decisioni di acquisto mette pesantemente in discussione l’influenza che la pubblicità e la comunicazione in genere hanno sul processo decisionale degli individui – se vuoi approfondire ti consiglio, tra i tanti, “Neuromarketing” di Martin Lindstrom edito da Apogeo -.

C’è un aspetto su cui marketing e neuromarketing concordano: il valore del brand come fattore di successo di ogni azienda, piccola o grande che sia, che agisca con il passaparola positivo o che ricorra alle più sofisticate tecniche di infocomunicazione.

Ti porto un piccolo esempio che mi ha fatto molto riflettere: ero a cena con i miei figli e ci raccontavamo la giornata appena trascorsa. A un certo punto racconto della mia visita alla Carpigiani, l’azienda leader mondiale delle macchine per gelato. Dò per scontato che mi seguano nel discorso, ma a un certo punto mio figlio dice: “Ma Carpigiani chi sono gli artigiani di Carpi?”

Sì è vero è giovane, è un burlone, non frequenta il mondo del gelato, … E ci siamo fatti una bella risata! Ma nella sua testa quella marca non ha nessun valore: 0 assoluto!

Questo piccolo esempio mi aiuta nel comprendere quanto sia importante

  • costruire un brand di successo
  • comunicarlo al canale giusto e nel modo giusto

Questi sono i due passaggi fondamentali che bisogna compiere per arrivare a quelle famose teste dei consumatori che possono diventare nostri clienti o che magari non conoscono tutto ciò che possiamo offrirgli.

Come si costruisce un brand?

Cosa lo rende unico?

Cosa vuole comunicare?

Come posso trasmetterlo correttamente ai miei clienti?

Sono questi i quattro pilastri del verbo “brandizzare” che vengono affrontati, acquisitti e realizzati dai partecipanti al corso LO SCOPO E’ VITALE. Perché in ultima analisi il brand è la sintesi multisensioriale del Focus, della mission dello scopo dell’azienda; ed è per questo che è così importante che venga percepito in tutto il suo valore.

Sei soddisfatto del tuo brand?

Cosa trasmette?

Cosa ne pensano i tuoi clienti?

Come lo comunichi?

Ti piacerebbe poter costruire un brand che corrisponda alla passione ed al valore della tua attività?

Come dice il mio amico Walt Disney: if you dream it, yuo can do it. Non ti sto dicendo che è facile; ti dico solo che è possibile, basta iniziare a mettersi in gioco.

Continua a seguire questo blog e se vuoi prendere l’iniziativa partecipa al corso LO SCOPO E’ VITALE.

Ti aspetto

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